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Rubati i computer degli avvocati difensori dei militanti di A Manca pro s'Indipendentzia
La notte tra il 12 e il 13 ottobre misteriosi ladri sono penetrati nello studio legale degli avvocati Luigi Sotgiu e Elisabeta Udassi. Refurtiva: 3 computer portatili di vecchio modello. Stranamente non sono stati rubati ne oggetti di valore ne soldi che si trovavano nello studio. I misteriosi ladri (dotati di comodi passpartout) erano interessati solamente al contenuto dei pc, ovvero tutti i dati delle inchieste contro i tre esponenti di A Manca pro s'Indipendentzia. Il fatto è certamente inquietante, ma visto il contesto non dovrebbe stupire: La prima inchiesta, denominata operazione “Arcadia”, risale al luglio 2006. Durante l'inchiesta, sulla base di accuse mai provate, furono arrestati 10 esponenti di AMpI, che vennero tutti rilasciati entro un anno. Tra loro c'erano Massimiliano Nappi, Emanuela Sanna, Bruno Bellomonte, difesi dai legali Sotgiu e Udassi. Dopo aver scontato fino a un anno di reclusione i militanti indipendentisti sono ancora ardentemente in attesa di un processo che metta fine alla vicenda. La seconda inchiesta, ancora più fantasiosa risale a quattro mesi fa, in questo caso fu arrestato solo Bruno Bellomonte, accusato di essere coinvolto in una altrettanto fantasiosa ricostituzione di novelle Brigate Rosse. L'autorevole dirigente indipendentista dopo l'arresto è stato subito trasferito, in aperta violazione delle leggi, nel carcere di Catanzaro, ostacolando al massimo grado i contatti con la famiglia e i suoi avvocati. Dal suo arresto Bruno si trova in totale isolamento, nonostante non sia stato provato nulla delle incredibili accuse nei suoi confronti. Attendiamo con ansia il processo. Ma quanto è successo agli avvocati non ci dovrebbe stupire giacchè il democratico stato Italiano, sempre impegnato in giro per il mondo a esportare democrazia, ha evidentemente deciso che i Sardi non possano più metter bocca su quello che succede in Sardegna. Il Popolo Sardo non può esprimersi sulla costruzione di centrali nucleari nel suo territorio, nè tantomeno sulla deleteria costruzione di parchi eolici. Ai sardi non deve interessare cosa succede nei poligoni militari di Quirra e Teulada. Se qualche regista decide di fare un film sui danni prodotti dalla Saras dei signori Moratti, allora viene denuciato, e il suo film censurato. Quando arrivano le scorie dell'industria italiana così che noi possiamo lavorarle e rimandarle in continente, dobbiamo essere contenti di inquinarci per rendere i signori di Torino e Milano più felici. E dobbiamo anche essere contenti di quando arriva l'immondezza del continente, che però dobbiamo nascondere agli occhi dei turisti che potrebbero esserne turbati. Questa è l'idea di democrazia dello stato Italiano. Se qualcuno si ostina a dire la sua allora comincia la guerra sporca, fatta di arresti, minacce, intimidazioni e provocazioni extralegali. Con questo comunicato vogliamo portare la nostra ferma solidarietà a tutti i compagni di AMpI e in particolare a Bruno, ingiustamente detenuto. Tutto il movimento anticolonialista, sardista e indipendentista non si farà intimidire da queste vergognose provocazioni, ma come sempre continueremo a lottare per la sovranità e il diritti negati del Popolo Sardo. Arbeschida Sarda – sotziu de sos disterrados 15/10/2009
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