| "Spariti" i computer degli avvocati di a Manca |
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| Scritto da Stobados |
| Giovedì 15 Ottobre 2009 15:13 |
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All'interno dei portatili spariti vi era tutto il materiale riguardante le inchieste contro alcuni appartenenti del gruppo indipendentista sardo: l'operazione "Arcadia", che portò nel luglio del 2006 all'arresto di 10 militanti e alla perquisizione di una sessantina di abitazioni con l'accusa di associazione sovversiva con finalità di terrorismo per alcuni attentati eseguiti tra il 2003 e il 2005. 7 dei 10 arrestati rimasero nelle carceri italiane per oltre 10 mesi in custodia cautelare, Bruno Bellomonte venne scarcerato dopo 3 giorni in quanto all'epoca degli attentati di cui era accusato era in viaggio in un paese straniero (il timbro della dogana gli garantì il pass per la libertà). Non contenti dell'operazione bluff, finalizzata anche alla criminalizzazione dell'intero movimento indipendentista, a giugno della scorsa estate Bruno è stato arrestato una seconda volta assieme ad altre 5 persone. L'accusa era quella di stare progettando un attentato contro il G8 che in precedenza era in programma nell'isola di La Maddalena in Sardegna (per aggiungere un pò di carne al fuoco erano anche accusati di appartenere alle nuove Brigate Rosse). Bruno è ora al quarto mese di detenzione confinato nel carcere di Catanzaro, lontano dai famigliari e degli avvocati che devono spendere più di 400 euro e 2 giorni di viaggio per poter beneficiare di 2 ore di colloquio. In questo quadro si devono leggere i furti e il ritrovamento delle microspie nelle case di avvocati e militanti. Operazioni poliziesche eseguite in grande stile sotto la luce dei riflettori ma silenzio più totale su strani eventi che potrebbero addurre più di un dubbio sulle suddette operazioni... Da Infoaut |
| Ultimo aggiornamento ( Giovedì 15 Ottobre 2009 15:15 ) |