| Assemini e Porto Torres: affossamento |
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| Scritto da Matteo |
| Giovedì 30 Aprile 2009 17:49 |
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L'ennesima mazzata per l'industria sarda. E' di oggi la notizia che il patron della Vinyls Italia (ex Ineos) Fiorenzo Sartor ha presentato istanza di fallimento per la sua compagnia, che in Sardegna comprende i due poli di Porto Torres ed Assemini. Il signor Sartor era stato presentato da Scajola e Berlusconi, che è andato a raccontarlo alle folle di sardi accorse a vederlo durante la campagna elettorale, come l'uomo nuovo della chimica italiana e sarda, proprietario di un'azienda in grado di farsi carico dei vari poli sparsi per l'Italia come quelli di Ravenna, Marghera, Torviscosa, nonchè di quelli isolani. Berlusconi disse che "questo governo ha risolto il problema della chimica sarda" e i sardi gli hanno creduto, l'hanno votato! Il risultato è che il petrolchimico sardo è stato affidato ad un'azienda (la Safi srl) che non fattura neanche la metà dei debiti che ha ereditato dalla Ineos, un'azienda che a Dicembre ha messo in cassaintegrazione 100 suoi dipendenti (in quel di Macchiareddu, nell'Asseminese) e che ora sta per mandarli a casa tutti e in blocco! Ma si sa che i maiali sono fatti per razzolare e quella è la loro natura: il signor Sartor attualmente spera che attraverso l'istanza di fallimento i debiti che ha contratto possano essere congelati per pemettergli il proseguimento della sua attività criminosa nei confronti degli operai sardi. Tecnicamente dovrebbe essere impossibile, ma giochi di prestigio come la finanza creativa ed altro sono fatti apposta per rendere possibile l'impossibile... Morto un papa se ne fa un altro ed ecco che già è spuntato il nome di un ennesimo possibile salvatore dell'economia isolana: il gruppo Bertolini spa di Bologna, che sarebbe interessato a rilevare l'intero polo sardo e continentale, e nell'esigenza di sfruttamento dello stato nei confronti dei lavoratori siamo sicuri che, anche se non i bolognesi, qualcuno verrà trovato presto. E temiamo che dopo i fallimenti e le truffe dei signori Moratti, Rovelli, Sartor, di ditte come la Ineos, saremo costretti a parlare anche di quelli dei Bertolini e di tutti gli "ini" e gli "oni" calati dal continente e di tutti quelli che cogli "ini" e cogli "oni" ci stanno! Ribadiamo la nostra convinzione che la Sardegna sia, per chi gestisce l'economia, solo una terra da sfruttare e da tenere in sottosviluppo, un serbatoio da cui attingere cervelli e manodopera a basso costo, sempre stritolata dal cappio della cassaintegrazione e del lavoro precario. Ribadiamo la nostra convinzione che, finchè non saranno i sardi a rendersi conto della loro situazione e comportarsi di conseguenza, non ci saranno aiuti, rinascite o "chissaccosa" che terranno ma solo miseria, spopolamento e distruzione di tutto il potenziale economico e sociale che la nostra terra conserva ancora. Da emigrati ci impegnamo a far si che l'eco di questo scempio risuoni anche in continente e che non si dimentichi per l'ennesima volta, tra un reality ed un altro, che c'è gente che sta morendo di fame e non vede davanti a se alcun tipo di futuro. Ma ci rivolgiamo anche alle organizzazioni che affermano di lottare per la Sardegna e per i sardi: Dove siete quando il nostro "Populu Traballadore" è in ginocchio? Tzirculos De Sos Disterrados Sardos Contra A Su g8 |
| Ultimo aggiornamento ( Lunedì 04 Maggio 2009 07:50 ) |


