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Piombo Fuso, Atto II. Inizia l’attacco israeliano di terra, la resistenza risponde. |
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Scritto da Sos Tzirculos
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Domenica 04 Gennaio 2009 12:13 |
Un bambino muore sotto un carro israeliano. Come preannunciato, parte l’offensiva di terra. Le truppe israeliane, che nei giorni scorsi si erano addensate sui confini della zona di Gaza, questo pomeriggio sono entrate nei territori della Striscia dopo un fitto bombardamento d’artiglieria. Subito sarebbero partiti i primi scontri tra la resistenza palestinese e le truppe di terra israeliane. Questa sera, per la prima volta, un colpo di mortaio ha colpito Gaza City, ed è inoltre stata bombardata la moschea di Ibrahim Magadmeh a Beit Lahiya. Almeno 26 palestinesi, tra cui quattro bambini, sono morti e circa 50 sono rimasti feriti. Un bambino palestinese è stato ucciso e undici altri sono stati feriti stasera da una cannonata sparata da un carro armato israeliano sempre nella città di Gaza. Sono le prime vittime dell'offensiva terrestre. “La fase di terra durerà giorni”, così ha esordito il comando militare israeliano. L’offensiva si è sviluppata su tre fronti: a nord della Striscia di Gaza, come già detto, al centro e al sud. E intanto anche i partigiani di Hamas hanno risposto all’attacco. Si combatte a Beit Hanun (nel nord della Striscia); a Nusseirat e Zaitun (zona centrale); a Dahaniya a sud. Hamas ha già fatto sapere di aver colpito ed ucciso soldati israeliani. Le fonti militari israeliane parlano invece di trenta miliziani palestinesi uccisi a Gaza. Anche la marina israeliana è entrata nel frattempo in azione, colpendo dal mare diversi obiettivi sulla costa di Gaza. Fonte: http://www.infoaut.org/articolo/piombo-fuso-atto-ii-inizia-lattacco-israeliano-di-terra-la-resistenza-risponde
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Offensiva del «partito del cemento» in Corsica |
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Scritto da Sos Tzirculos
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Venerdì 02 Gennaio 2009 13:52 |
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Il “partito del cemento” ha molti volti e molti nomi, ma adotta, sempre e ovunque, gli stessi inganni e sa utilizzare solo le stesse parole d’ordine. Anche in Corsica, dove la bulimia speculativa di alcuni gruppi d’affari è stata finora arginata da una legge severa come la Loi littoral, dal dinamismo e l’efficienza di un organismo come il Conservatoire du littoral e, soprattutto, da una cultura diffusa di rispetto per l’ambiente, vissuto perfino come un valore politico e identitario. |
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Ultimo aggiornamento ( Sabato 03 Gennaio 2009 14:18 )
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Bolotana: un lago di amianto |
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Scritto da Sos tzirculos
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Martedì 30 Dicembre 2008 18:31 |
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Una discarica in una zona umida e ricca d'acqua, a poche centinaia di metri da un fiume. Ecco dove è finito l'amianto raccolto dalla demolizione delle strutture dell'arsenale militare sull'isola dell a Maddalena. La discarica è a Bolotana, nella valle del Tirso. Le cronache della scorsa estate parlano di 365 quintali di amianto o di macerie contaminate da amianto. La discarica è gestita da un imprenditore di Nuoro, Francesco Cancellu. L'impianto aveva un limite territoriale per la raccolta dei rifiuti di 50 chilometri di raggio. Nel 2004 Cancellu aveva chiesto l'estensione del bacino di raccolta. Ma la regione Sardegna, su pressione del comune di Bolotana, aveva respinto la richiesta. Il braccio di ferro però non è terminato così e il 12 Maggio del 2008, prima dell'apertura dei cantieri della Maddalena, Cancellu ha chiesto ancora una volta l'allargamento del bacino di raccolta per poter ricevere rifiuti speciali contaminati d'amianto in arrivo dalla demolizione delle strutture militari sull'isola. Il 16 Giugno la giunta regionale ha accolto la richiesta e una delibera di Soru e del direttore generale Fulvio Dettori ha esteso il bacino di raccolta rifiuti oltre i 50 chilometri. Un'altra bella notizia per la Sardegna.
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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 08 Gennaio 2009 12:35 )
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Scritto da Administrator
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Martedì 25 Novembre 2008 11:32 |
Ratapignata in concerto benefit a Torino Fonte: http://contraasug8.altervista.org , www.myspace.com/contraasug8 Ratapignata in concerto benefit a Torino per i circoli degli emigrati sardi contro il g8 e il colonialismo. Saranno in vendita anche le felpe e le magliette del movimento. Entrata 3 € Cena sarda pre concerto 12 € compreso ingresso al concerto. Per prenotazione (vivamente consigliata) chiamare allo 3933900621 venerdì 28 novembre 2008 alle ore 21.00 | Organizzatore:: | SOTZIU DE SOS DISTERRADOS SARDOS ANTICOLONIALISTAS | | | | | | | | | | | | | | | | Luogo: | Csoa Askatasuna | | Indirizzo: | Corso Regina 47 | | Città/Paese: | Torino, Italy | DOSSIER SARDEGNA Cultura, economia e militarizzazione in periferia nell'anno del G8 Cultura ed autocolonialismo della società sarda. Antoni Arca (Periodico "Camineras") Energia, la madre di tutte le emergenze. Antonello Giuntini (Sindacalista Metalmeccanici Cagliari) Santo Stefano, Quirra, Teulada: l'occupazione militare nella Sardegna di oggi Mariella Cao (Organizzazione "Gettiamo le Basi") Coordinano gli interventi i compagni de su tzirculu de Pisa Data: sabato 29 novembre 2008 Ora:18.00 - 21.00 Luogo: Sala convegni Stazione Leopolda Indirizzo: Piazza Guerrazzi Città/Paese: Pisa, Italy Fonte: http://contraasug8.altervista.org , www.myspace.com/contraasug8
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Ultimo aggiornamento ( Martedì 25 Novembre 2008 21:15 )
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Palestina, "calma finita" |
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Scritto da Sos Tzirculos
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Sabato 03 Gennaio 2009 14:21 |
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Il 19 dicembre, dopo una "tregua" di 6 mesi tra Hamas e Israele, iniziata il 19 giugno scorso grazie alla mediazione dell'Egitto, si è conclusa quella che il movimento islamico ha sempre preferito chiamare "calma", alla luce della prosecuzione dell'occupazione e soprattutto di fronte all'arroganza militare e al mantenimento dell'embargo contro Gaza dello Stato sionista.
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Ultimo aggiornamento ( Domenica 04 Gennaio 2009 12:15 )
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L'onda cagliaritana non va in vacanza. |
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Scritto da Sos tzirculos
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Mercoledì 31 Dicembre 2008 14:31 |
 Nella notte tra il 30 Dicembre e l’ultimo dell’anno la protesta rinasce nei muri e nei marciapiedi della citta’. Gli studenti dell’onda cagliaritana, che hanno tenuto occupate durante il periodo natalizio tre sedi universitarie, dopo lo sciopero generale del 12 dicembre ritornano a farsi sentire con installazioni che invadono la citta’ nelle sue piazze centrali. La notte scorsa, infatti, gli occupanti hanno letteralmente invaso la citta’ di striscioni, dalla centrale piazza Yenne, vicino al palco dove si terra’ il concerto organizzato dal comune, alla basilica di Bonaria e ancora nella centrale piazza Costituzione. In altre importanti piazze del capoluogo sardo, sono comparsi cessi e bidet cementati sull’asfalto, sopra di essi capeggiavano cartelli con su scritto rispettivamente: “Con la 133 la cultura finisce nel cesso” e ancora “Con la 133 ci puliamo il culo”. A completare il quadro: stancil, scritte sui muri e striscioni di carta attacchi nati sul altrettanti muri. L’onda cagliaritana aveva cominciato la mobilitazione contro la 133 il 23 Ottobre con l’occupazione di Scienze Politiche, seguita a ruota da Psicologia, Giurisprudenza, il Polo Scientifico, Ingegneria e infine il Magistero. Assemblee oceaniche, che a Cagliari non si vedevano dagli anni ’70, si sono alternate a momenti di piazza che hanno visto la partecipazione di diverse decine di migliaia di persone: l’onda ha avuto il suo momento di maggiore partecipazione il 30 ottobre con un corteo di 35.000 persone, considerato il piu’ creativo tra tutti quelli della giornata; lo spezzone universitario vedeva in testa una bara, raffigurante la morte della scuola pubblica, tenuta da quattro ragazzi seguiti da una schiera di donne vestite a lutto. Il 7 Novembre, l’onda si replicava con un corteo di almeno 7 mila persone: colonna sonora “The Wall” dei Pink Floyd; gli occupanti, per l’occasione vestiti in divisa scolastica con maschera bianca inespressiva, marciavano intonando, come una litania “We don’t need no education”. Il 14 novembre in contemporanea con il corteo universitario nazionale svoltosi a Roma, a cui ha partecipato una delegazione di una cinquantina di studenti cagliaritani, 10 mila persone manifestavano a Cagliari. E ancora cortei improvvisati e non autorizzati, blocchi stradali e fiaccolate. La forza del movimento cagliaritano e’ stato senza ombra di dubbio l’unita’ e la capacita’, nonostante alcune divergenze, di progettare la mobilitazione; tutto questo ha dato continuita’ al movimento anche e non solo nei numeri. L’onda ha avuto la capacita’ di uscire dal campo strettamente universitario, unendosi alle proteste per la difesa del colle di Tuvixeddu contro la speculazione edilizia; alla lotta dei profughi ivoriani e togolesi, resistendo alle violente cariche della polizia durante la tentata occupazione della prefettura; ultimo in ordine di tempo il presidio di 400 persone del 30 Dicembre in solidarieta’ col popolo palestinese. Gelmini: est arribara s’accabbadora. Gelmini: e’ arrivata la fine.
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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 08 Gennaio 2009 12:38 )
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Proiezione del documentario sulla lotta dei pescatori di Teulada contro l'occupazione militare. |
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Scritto da Tzirculu de Torino
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Domenica 07 Dicembre 2008 18:02 |
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Torino 14 Dicembre 2008, ore 21 @ Palazzo Nuovo Occupato, via sant'ottavio 20 I circoli degli immigarti sardi contro il g8 e il colonialismo, in collaborazione con l'assemblea no gelmini di Torino, presentano: Piccola Pesca. Documentario sulla lotta dei pescatori di Teulada (sardegna) contro l'occupazione militare e per la difesa del lavoro. Alla proiezione sara' presente il regista Enrico Pitzianti. |
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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 08 Gennaio 2009 12:38 )
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Libera cultura per uomini e donne liberi |
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Scritto da Su tzirculu de Pisa
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Mercoledì 12 Novembre 2008 21:41 |
La cosiddetta riforma Gelmini, approvata in questi giorni in senato ed in attesa della firma del presidente della repubblica, è da considerarsi il coronamento di una politica che, da più di vent’anni mira all’abbassamento del livello formativo medio ed universitario all’interno della scuola pubblica. Entro il 2011 il governo italiano prevede di tagliare 1,4 milioni di euro all’istruzione ed alla ricerca, nonché l’introduzione della dinamica aziendale negli istituti e nelle facoltà, che diventeranno vere e proprie fondazioni totalmente asservite ad interessi privati, in quanto bisognose di finanziamenti . La qualità della formazione lascerà quindi il posto alla volontà di profitto, figlia delle più spietate logiche economiche ed andrà ad abbassare ulteriormente il livello culturale dei giovani che, sempre se riusciranno a portare a termine il loro percorso scolastico, per via dell’impennata dei costi, si troveranno con una formazione a senso unico e privi di qualunque strumento critico e di analisi della società; avranno scarsissime possibilità di trovare un lavoro stabile; saranno costretti ad emigrare, come tantissimi hanno già fatto , per ottenere un tenore di vita accettabile.
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Ultimo aggiornamento ( Martedì 09 Dicembre 2008 18:28 )
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